Vuitton apre i bauli, nel museo Le Galerie la sua storia

Nell'antica fabbrica che raccoglie dai primi pezzi alle ultime collezioni da sfilata

Mostra La Galerie di Louis Vuitton

PARIGI – La maison Louis Vuitton ha aperto al pubblico, nella sua più antica fabbrica, ad Asnières-sur-Seine, il suo museo anzi La Galerie, che raccoglie, dai primi bauli alle ultime collezioni da sfilata, lungo un percorso suddiviso per temi che danno l’idea dei grandi cambiamenti di costume durante un secolo e mezzo di viaggi e di eleganza.

Innanzitutto il luogo è magico: una zona di insediamenti industriali ottocenteschi, con fabbriche e abitazioni contigue, scelta all’epoca perché vicina a Parigi, alla Senna e a una stazione. Lo stabilimento-atelier, dove oggi lavorano duecento persone e producono i pezzi speciali di LV, è ancora quello costruito nel 1859, due soli anni dopo la fondazione della maison e il suo rapido successo.

Ha un bellissimo giardino con al centro il villino – dagli anni dieci trasformato in stile liberty – dove la famiglia Vuitton ha vissuto fino al 1964.
Patrick Louis Vuitton, quinta generazione di mallettier, accoglie i giornalisti e garantisce che alcuni pezzi in esposizione sono stati realizzati da lui personalmente, insomma la tradizione artigianale continua. Dal 1988 i Vuitton si sono associati a Bernard Arnault dando vita al grande polo del lusso Lvmh: oggi il marchio occupa un posto importante nel panorama della moda dove, sfilata dopo sfilata, lo ha collocato prima il designer americano Marc Jacobs e attualmente il francese Nicolas Ghesquiere. Ma La Galerie è interessante anche per il confronto con il passato e per la scoperta dei pezzi più curiosi e delle iniziali più famose, comprese quelle del sarto Christian Dior (griffe che oggi appartiene allo stesso gruppo Lvmh).
Bauli grandi ma che per quell’epoca erano attrezzati, moderni, impermeabili, leggeri, in legno di pioppo e tela, ma anche in alluminio. Bauli da auto e da nave ma anche necessaire da viaggio che erano il risultato di accurati studi di incastro.
Sempre e dappertutto il monogramma del proprietario, spesso con lo stemma.

Elementi che diventarono talmente importanti da portare la maison a fare del suo monogram l’elemento decorativo per eccellenza. Tra i pezzi speciali di questo viaggio nella cultura del viaggio, ecco i porta scarpe da sogno, il bauletto per il corredo della bambola, l’enorme baule in coccodrillo, quello per il trasporto di attrezzi e uno di forma strana che si adattava agli spazi di un’automobile. Ma ci sono anche la cassaforte, i porta parrucche e perfino un baule con lavandino e doccia che Patrick Vuitton vorrebbe produrre ancora..

Fonte: ANSA.IT, a cura di Roberta Filippini

Foto: ANSA.IT

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