Cosa succede in Rete ogni secondo?

Due tabelle in tempo reale di Pennystock mostrano da un lato i dati scambiati, e dall’altro cosa significano inn termini di monetizzazione.

internet-socialOgni secondo su Twitter vengono aperti 11 nuovi account e inviati 5.700 tweet. E nello stesso lasso di tempo la società perde 20 dollari. Non è un mistero che il social da 140 caratteri fatichi a trovare un modello di business all’altezza della sua fama e della sua taglia, e gli investitori lo sanno bene. Basta guardare l’andamento del titolo per rendersi conto che, dallo sbarco in Borsa nel novembre scorso ad oggi, Twitter arranca più che correre: dall’esordio a 44,90 dollari oggi si è scesi sotto i 40. In mezzo, picchi anche da 73 dollari e minimi da 30 appena superati. Ma senza andare a spulciare nei dati di Wall Street, per capire il vero peso specifico delle grandi società tech è sufficiente confrontare le tabelle costruite dalla società di analisi PennyStocks: una racconta cosa succede su internet ogni secondo, l’altra quando guadagnano i big del tech nello stesso lasso di tempo. Due grafici che mostrano i due volti dell’industria tech mondiale.

Apple campione di incassi
Apple ha un social? No, neanche uno. Nel grafico riguardante quello che succede in Rete ogni secondo è presente solo in un piccolo quadrato grigio che mostra quanti software vengono scaricati in tempo reale dall’AppStore. Per la cronaca, 634, molto meno dei 1.236 che invece vengono downloadati su Android. Eppure ogni secondo la Mela Morsicata guadagna 1.174 dollari (su entrate pari a 5.419 dollari). Più o meno il 50% dei 2.363 dollari che il totale dei colossi di internet guadagna ogni secondo. Microsoft nella prima classifica compare solo grazie a Skype, che ogni secondo totalizza 23.148 minuti di conversazione: eppure è quella che più si avvicina ad Apple con un profitto da 693 dollari. Poi c’è Google, presente con il motore di ricerca (4.608 ricerche al secondo) YouTube (2.314 ore di video guardate al secondo), Google + (5.787 +, in pratica like, al secondo), e immaginiamo pure una buona fetta delle 3.402.778 email inviate. Malgrado il grosso dispiegamento di forze (Android compreso) guadagna “solo” 409 dollari al secondo. Molto meno di Apple e Microsoft, ma molto più di Facebook. Il social di Mark Zuckerberg sarà pure il più grosso del mondo, nelle tasche del suo fondatore arrivano solo 48 dollari al secondo. Insomma, i click non aiutano a far cassa: Facebook conta 52.196 like al secondo (e 54.976 post), Instagram 18.519 like e l’ultima arrivata WhatsApp 219.907 messaggi inviati. Facebook, però, ha un primato rispetto ai rivali: è riuscito a cavalcare il trend mobile. Scorporando i 249 dollari di entrate al secondo, si scopre che poco meno di metà (112) arrivano proprio dai dispositivi mobili. Un passaggio che Yahoo! ancora non è riuscita a fare. I profitti della società guidata da Marissa Mayer si avvicinano a quelli di Fb (43 dollari) ma lo sbarco su mobile è ancora molto lontano: su 148 dollari di entrate al secondo solo 4 arrivano dai device mobili.

Tanti clic ma pochi guadagni
E poi ci sono gli altri. Social e servizi che tutti utilizziamo e che macinano clic. Ma che, poi, a conti fatti, guadagnano ancora poco. Su LinkedIn, per esempio, ogni secondo vengono effettuate 182 ricerche che si concretizzano però in un solo dollari di guadagno per la società. Netflix e Pandora? 386 ore di video viste al secondo e 1.019 ore di ascolto al secondo rispettivamente, per 4 dollari di profitto (Netflix) e due dollari di perdita (Pandora). Amazon? Un gigante da 51 oggetti comprati al secondo per 2.359 dollari spesi in totale, che però per Jeff Bezos significano solo 9 dollari di profitto. Anche Dropbox sulla carta è un affarone da 11.574 file salvati al secondo, che si concretizzano in soli 4 dollari di guadagno per la società. Profondo rosso anche per Yelp, il sito di recensioni e consigli: ne viene pubblicato uno ogni due secondi, però nello stesso lasso di tempo la società perde mezzo dollaro. Colossi come Snapchat (che mesi fa ha rifiutato le offerte di acquisizione di Google e Facebook), WordPress, Pinterest? Accumulano clic nella classifica di Internet in tempo reale, ma non sono nemmeno presenti in quella dei guadagni dei big. Perché, come dimostrano i dati di Apple e Microsoft, avere una bella idea e diventare campioni di clic non basta: per trasformare i giga di dati in dollari serve ben altro.

Fonte Corriere.it di Greta Sclaunich

Leave a Reply

Your email address will not be published.

dieta mediterranea simply med
dieta mediterranea wines of italy ebook