“No” alla violenza sulle donne: il 25 novembre si celebra la giornata internazionale

a cura di Alessandra Pellegrino

 

IL 25 NOVEMBRE RICORDA LE GIOVANI SORELLE MIRABAL

Il 25 novembre si celebra la giornata internazionale contro la violenza di genere. Proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre nel 1999, questa giornata mira a eliminare ogni genere di violenza sulle donne. La data è stata scelta in commemorazione del brutale assassinio delle tre sorelle Mirabal avvenuto nel 1960. Queste giovani e coraggiose donne si opposero alla tirannia del governo nella Repubblica Dominicana. Le tre sorelle furono intercettate dagli uomini del dittatore mentre andavano a trovare i loro mariti in carcere. Furono torturate, massacrate e infine le gettate in un burrone per simulare un incidente.

Questa vicenda con il tempo si diffuse in tutto il mondo, fino a diventare il simbolo della violenza di genere.

I DATI SULLA VIOLENZA DI GENERE

Basta sfogliare un giornale, guardare la televisione per scoprire le tante storie di donne vittime di violenza. Spesso sono giovani, perseguitate da ex fidanzati, mariti (22,6%) ed estranei (56,4%). Si parla di violenza consumata nelle mura domestiche (21%), avvenute in grossa percentuale da persone di cui ci si fidava. L’Istat nel 2006 ha stimato 6 milioni 743 mila le donne dai sedici a settanta anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Si aggira invece intorno ai 2 milioni 77 mila il numero di donne che hanno subito comportamenti persecutori (stalking) I tassi più alti di violenza, sono raggiunti dalle fasce più giovani tra i sedici ai ventiquattro anni (16,3%) e dai venticinque ai ventiquattro anni (7,9%). Dati ancora più allarmanti sono quelli che provengono per ciò che riguarda le denunce, infatti, la maggior parte dei casi di violenza, non vengono, ancora a oggi, denunciati.

LE PAROLE DI LUCIANA LITTIZZETTO

“In Italia, in media ogni due o tre giorni un uomo uccide una donna, una compagna, una figlia, un’amante, una sorella, una ex. Magari in famiglia, perché non è che la famiglia sia sempre, per forza, quel luogo magico in cui tutto è amore. La uccide perché la considera una sua proprietà, perché non concepisce che una donna appartenga a se stessa, e sia libera di vivere come vuole lei e persino di innamorarsi di un altro. E noi che siamo ingenue, spesso, scambiamo tutto per amore. Ma l’amore, con la violenza e le botte non c’entrano un tubo. L’amore, con gli schiaffi e i pugni c’entra come la libertà con la prigione […] L’amore rende felici e riempie il cuore, non rompe le costole, non lascia lividi sulla faccia. Pensiamo mica di avere sette vite come i gatti. No, ne abbiamo una sola. Non buttiamola via”

Luciana Littizzetto ha pronunciato questo discorso durante la scorsa edizione di Sanremo 2013, dove ha espresso attraverso queste parole di denuncia un messaggio molto importante: la violenza non è amore e bisogna fermarla.

LA RETE ANTIVIOLENZA

Sono disponibili molte associazioni che lavorano per aiutare le donne vittime delle violenze, offrendo supporto psicologico e legale. Molte di queste organizzazioni, proprio in questa giornata internazionale scendono in piazza a mostrare tutto il loro impegno in questa importante lotta sociale. Inoltre dal 2006 il Dipartimento per le Pari Opportunità ha attivato un numero di pubblica utilità 1522 (gratuito, attivo ventiquattro ore al giorno e disponibile in diverse lingue). Questo numero nasce come servizio per fornire ascolto e sostegno alle donne vittime di violenza, dal 2009, in seguito della legge sui temi degli atti persecutori, questo servizio pubblico offre sostegno anche alle donne vittime di stalking.

Foto: google fridamagazine.it

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