Lorella Zanardo incontra Cosenza

a cura di Alessandra Pellegrino

Lorella Zanardo ha incontrato giovedì 17 ottobre i cittadini cosentini con due appuntamenti organizzati nella stessa giornata, il primo presso l’Università della Calabria alle ore 15 e a seguire ha presentato il suo nuovo libro “Senza Chiedere il Permesso” alla libreria Ubik di Cosenza. L’incontro universitario svolto presso l’Aula Magna dell’ateneo calabrese è avvenuto nel calendario degli appuntamenti del corso formativo “Donne, Politica e Istituzioni”, un’iniziativa specialistica che mira alla diffusione della cultura di genere e ad incrementare la presenza delle donne nelle istituzioni sociali e politiche. Lorella Zanardo proprio all’interno di questi temi assume un ruolo importante, sia in quanto donna attivista e affermata, sia in quanto ai contenuti che diffonde con coraggio e dedizione. Nel 2011 a Washington è stata premiata dal “The International Alliance for Women” (TIAW) tra le 100 persone che sta contribuendo a cambiare in meglio la condizione della donna nel mondo. Il Comune di Firenze le ha conferito il Sigillo della Pace. Tina Brown e il quotidiano online “The Daily Beast” l’hanno eletta tra le 150 donne più coraggiose nel mondo.

UNA PRESENZA SOCIALE ATTIVA

Lorella Zanardo ha ricoperto ruoli manageriali in multinazionali e all’estero, fa parte dell’Advisory Board di WIN (Organizzazione Internazionale di donne professioniste, con sede a Oslo), si è occupata di gestione dei Cambiamenti organizzativi e Diversity Management. Formatrice ed educatrice attraverso progetti come “Nuovi Occhi per la TV” organizzato da circa quattro anni nelle scuole al fine di fornire una consapevole visione delle immagini nei giovani.

Divenuta famosa per il documentario e l’omonimo libro “Il corpo delle donne” visualizzato online da circa sei milioni di persone.

I TEMI AFFRONTATI

Ad introdurre Lorella Zanardo è stata la prof.ssa Laura Corradi (docente Unical) che ha aperto l’incontro facendo riferimento al documentario dell’ospite e di quanto questo abbia scosso le coscienze. Quello che nel video si mostra sono delle immagini, in particolare della donna, il contesto è quello televisivo e quindi etichettato automaticamente come finzione, ma questa influenza in qualche modo la nostra visione reale delle cose. In sociologia, spiega la prof.ssa Corradi, si parla di “stereotipi” ovvero modelli che in questo caso hanno effetto di realtà sul pubblico che li accoglie. “Il corpo delle donne” parla d’immagini femminili provenienti da vari programmi e distribuiti in varie fasce orarie in cui sono presenti anche dei bambini che apprendono quei modelli mentali. Di fronte a quelle immagini si ha una rappresentazione sociale inadeguata del femminile, la dignità della donna viene lesa. Se si fa riferimento alle statistiche che ci mostrano i dati riguardanti gli studi, dice la prof. ssa Corradi, si nota una netta differenza tra uomini e donne, sono proprio quest’ultime, infatti, a laurearsi prima e con voti più alti in Italia. I media vogliono in qualche modo togliere questa nuova posizione sociale della donna, “ingabbiandola” entro modelli disumani e inadatti alla società moderna, questo è il tema centrale del seminario e su cui si batte la Zanardo.

“Sono femminista come un sorriso” dice Lorella Zanardo presentandosi ai tanti studenti calabresi e continua sostenendo che bisogna sempre lottare educatamente per i propri diritti.  L’Italia è all’ottantesimo posto nel Global Gender Gap, questo report si occupa di mostrare l’ampiezza e la disparità all’interno delle differenze di genere. Questo dato ovviamente fa riflettere e mostra quanto ancora si debba lavorare in Italia per raggiungere modelli mentali adatti alla nostra società moderna. Si è osservato inoltre l’enorme potenziale nelle donne, infatti, si è mostrato come riescano a lavorare meglio nei periodi di crisi.

Bisogna ricordare sempre quanto si parla di pari opportunità dell’Art. 3 della nostra Costituzione che sostiene: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Lorella Zanardo non critica il nudo in televisione, ma il processo di oggettivizzazione della donna reso in particolar modo dall’inquadratura della telecamera e dal limitato spazio riservato alla parola delle showgirl. I dati CENSIS mostrano che questa rappresentazione televisiva della donna avviene solo in Italia e in Grecia, in altri Paesi avviene, ma in misura minore e non sulle reti pubbliche. Se prendiamo come esempio il canale inglese BBC1 non manda mai in onda immagini di donna di questo genere. Un tempo la televisione era diversa, la Zanardo fa riferimento al programma “Non è mai troppo tardi” andato in onda tra 1959 e il 1968. In quest’appuntamento televisivo Alberto Manzi insegnava alle persone alfabete a scrivere mostrando rispetto e umiltà.

Il messaggio che lascia Lorella Zanardo al pubblico calabrese è molto forte, dà speranza verso un cambiamento futuro e incita le giovani generazioni a non essere passive, ma ad usare la democrazia come chiave di svolta. Importante è proporsi come obiettivo comune un mondo migliore dove la figura della donna e dell’uomo possano rivestire posizioni d’uguaglianza e cooperare verso un Paese che possa uscire dalla crisi e offrire ad entrambi i generi maggiori opportunità.

Per ulteriori informazioni su Lorella Zanardo si consiglia:  http://www.ilcorpodelledonne.net/

Foto: google umsoi.org

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