La Bellezza classica attraversa l’Europa: Tiziano in mostra

A Roma Tiziano in mostra come pittore europeo. L’esposizione delinea un percorso straordinario che porta Tiziano, il classicismo dell’arte, tra le eccellenze della pittura veneta ad essere il vertice di un percorso che fa del pittore e dei suoi motivi un’icona che attraversa e unisce l’Europa.

Opere pagane e sacre a confronto, in un iter inscindibile, che ci restituiscono quel cinquecento che solo apparentemente è frammentato o unito dalle inconfondibili tinte veneziane ma che ha caratteristiche ben precise provenendo da Giovanni Bellini, a Lorenzo Lotto, fino a Tiziano. Ma soprattutto ha iconografie di ispirazione che pochi hanno compreso, assolutamente inedite.

Ne ha parlato vari anni fa uno studio presso l’Università di Roma La Sapienza, condotto proprio da Viviana Normando e Natascia Moroni accanto a Stefano Colonna.

Si dimostrò all’epoca, cosa ben chiara anche in alcuni soggetti della mostra romana, che talune opere molto note di Tiziano trovano la loro fonte in uno scritto sincretico, frutto delle diverse filosofie del tempo, un arco temporale in cui uno studioso Giulio Camillo Delminio tentava di stringere nel pugno delle sue mani il sapere universale. Nel suo “Teatro della Memoria”, in un proscenio ribaltato secondo la visione dello spettatore immaginiamo l’uomo incamminarsi in sette fila di sedie, le sette colonne del tempio di Salomone, ove in ciascuna vi sono riquadri, ove sono descritti soggetti e immagini che insieme, colonna per colonna, portano all’acquisizione dei dati e ad accedere, così all’ultimo rigo, agli ultimi posti, al sapere universale, che per alcuni era tutto, per altri era Dio. Tra queste iconografie ci sono “immagine agentes”, così le definiva Giulio Camillo, immagini che influiscono sulla nostra memoria, tali da restare impresse e determinare insieme lo stato e la condizione delle nozioni generali e della persona su un determinato argomento.

L’allegoria della prudenza in mostra a Roma, ovvero le tre età dell’uomo, non fa altro che corrispondere alla descrizione fedelissima che Delminio scrive e fa dipingere anche dallo stesso Tiziano in un teatro ligneo andato per sempre perduto, con il cammino dell’uomo dalla giovinezza alla vecchiaia e con le teste di cane, leone, lupo. Così come accade per l’Amor sacro e amor profano, nella modalità che corrisponde esattamente al rigo dello stesso Teatro, ribattezzato poi “teatro virtuale di Giulio Camillo”, necessario per andare avanti nel percorso della mnemotecnica, dove le immagini si aprono nella mens fenestrata (come le finestre del nostro attuale pc), e si rivelano essere fondanti del processo di accesso alla verità o Verità, alla Bellezza. Una fruizione delle opere assolutamente inedita, che rispecchia anacronisticamente e incredibilmente la metodologia della rete, conclusione cui era già giunto tempo fa il gruppo di studiosi guidati da Viviana Normando grazie a Stefano Colonna, docente nell’ambito della Cattedra di Maurizio Calvesi, fino a pubblicarne notizia, solo parziale, nell’allora primo bollettino telematico dell’arte, la prima rivista d’arte on line, già nel 1995.

Se si confronta la sorgente delminiana con alcune opere di Lotto e Tiziano si avrà la conferma e la restituzione esatta del sentire dell’epoca, un altro punto di vista per leggere l’arte cinquecentesca, veneta, in particolare, una traccia importante, filo conduttore della cultura moderna e del delinearsi della prima Europa.

Viviana Normando

Di seguito alcuni cenni specifici sulla mostra della Capitale di Giovanni C.F. Villa.

Il Concerto e la Bella di Palazzo Pitti, la Flora degli Uffizi, la Pala Gozzi di Ancona, la Danae di Capodimonte, il Carlo V con il cane e l’Autoritratto del Prado o lo Scorticamento di Marsia di Kromeriz sono solo alcune delle opere più conosciute di Tiziano (Pieve di Cadore 1485 circa – Venezia 1576) che saranno esposte alle Scuderie del Quirinale. Una mostra concepita per concludere idealmente l’ampio progetto di rilettura della pittura veneziana e di riflessione sul ruolo cardine che essa avuto nel rinnovamento della cultura italiana ed europea. Un percorso che le Scuderie del Quirinale hanno sviluppato analizzando l’opera dei protagonisti della rivoluzione pittorica moderna – da Antonello da Messina a Giovanni Bellini, da Lorenzo Lotto a Tintoretto – di cui Tiziano è testimonianza finale e altissima quale artista europeo per eccellenza.

Visitando la mostra sarà possibile ripercorrere i tratti salienti dell’inarrestabile ascesa del grande artista italiano: dagli esordi veneziani in seno alle botteghe di Giovanni Bellini e Giorgione all’autonomia acquisita con le grandi tele per i dogi, gli Este e i Della Rovere fino ad arrivare alle committenze imperiali di Carlo V e poi del figlio Filippo II. Decennio per decennio, l’intera carriera di Tiziano sarà rappresentata al massimo livello sottolineando il magistrale senso del colore e l’evoluzione di una pennellata capace di travalicare i limiti dell’immaginario pittorico. Attraverso confronti iconografici – tra i molti, emblematico, quello tra la Crocifissione della chiesa dei domenicani di Ancona, il Crocifisso dell’Escorial di Madrid e il frammento di Crocifissione oggi alla Pinacoteca Nazionale di Bologna – il pubblico potrà percepire direttamente la novità d’impostazione e la grammatica compositiva del Maestro, in una mostra attenta a narrarne non solo la fondamentale dimensione di pittore religioso ma anche la complessa attività di ritrattista della nobiltà del tempo. Una mostra ideata – grazie al sostegno e ai prestiti delle massime istituzioni museali italiane e straniere – per far comprendere al grande pubblico l’eccezionalità di un Tiziano capace di accordare “la grandezza e terribilità di Michel Agnolo, la piacevolezza e venustà di Raffaello, et il colorito proprio della Natura”, secondo l’immagine del poligrafo contemporaneo Ludovico Dolce, suo grande estimatore.

Ad accompagnare il percorso espositivo, gli esiti dell’ampia campagna di analisi scientifiche che ha interessato gran parte della produzione dell’artista. Compiuta dal Centro di Ateneo di Arti Visive dell’Università degli Studi di Bergamo, la campagna ha offerto risultati di assoluto rilievo per riuscire a definire i rapporti tra opere autografe e opere di bottega e per documentare compiutamente l’evoluzione tecnica di Tiziano, a partire dai suoi anni di formazione.

Il catalogo scientifico è edito da Silvana Editoriale con i contributi di alcuni fra gli studiosi più riconosciuti del grande maestro veneto.

Fonte, ScuderiedelQuirinale.it.

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